Strutture coinvolte:
Nell'anno 2005, a seguito di diverse segnalazioni, anche a mezzo di televisioni che trasmettono a livello nazionale, veniva evidenziata la presenza di colonie di Columba livia var domestica estremamente numerose, dislocate in vari punti della città napoletana(ad esempio Porto di Napoli, Ippodromo, principali piazze etc.).
A seguito di ciò fu promosso un programma di censimento delle colonie stanziali ed un monitoraggio sanitario delle stesse. Il censimento portò alla stima complessiva di c.ca 125.000 soggetti distribuiti sulla superficie dell'intera area metropolitana, l’indagine venne condotta con il metodo del transetto. Le aree interessate dal maggior numero di esemplari risultarono quelle prima ricordate, con colonie a partire da c.ca 100 soggetti fino a colonie molto più numerose.
Considerata la numerosità delle colonie, è stato avviato un programma di sterilizzazione farmacologica, mediante la somministrazione di granella di mais con aggiunta di nicarbazina, prodotto questo consentito dalla normativa per il trattamento delle colonie di colombi ai fini del loro contenimento numerico, mediante blocco reversibile della riproduzione.
I risultati ottenuti nella città di Napoli, portarono alla nascita di un progetto regionale di monitoraggio e sterilizzazione farmacologica arrivato, ad oggi, al terzo anno di attività che ha visto coinvolte le AA.SS.LL. afferenti alla provincia di Napoli e la ASL di Salerno città.
Le colonie censite nei siti attualmente sottoposti al trattamento sono suddivisibili in differenti tipologie:
Il progetto regionale ha come obiettivo principale la messa a punto di una metodologia operativa parametrata alle diverse realtà che come si evince vanno dall'azienda zootecnica, alla piazza sita all'interno di una metropoli fino a grosse strutture che trattano alimenti destinati anche al consumo umano. I risultati ottenuti nei cinque anni di attività stanno dimostrando che una riduzione numerica delle colonie si ottiene attraverso un corretto censimento iniziale ed una metodicità nella somministrazione, così come si può evincere dal protocollo operativo a disposizione presso gli autori.
Nell'ultimo anno si sta sperimentando su campo presso tre siti la somministrazione attraverso prototipi di distributore automatico. I risultati parziali appaiono incoraggianti per la prosecuzione futura, pur evidenziandosi delle criticità che richiedono ulteriori approfondimenti.
Inoltre sono state elaborate alcune considerazioni ed elementi di criticità, in particolare va sottolineato come la discontinuità della somministrazione in alcuni siti ad elevata concentrazione numerica vanifica la buona riuscita del protocollo di controllo numerico formulato a valle della sperimentazione.